L’autotrasporto ai tempi del coronavirus
L’attuale emergenza legata alla diffusione del coronavirus ha causato forti ripercussioni sul tessuto economico italiano, obbligando allo stop le attività giudicate non essenziali.
In questi mesi l’autotrasporto ha mantenuto il suo ruolo chiave di collegamento tra le diverse realtà del nostro Paese, ma di pari passo con il lock down di numerose aziende è diminuita anche la quantità di merce trasferita da un sito produttivo all’altro (Confartigianato Piemonte stima del 60%) e il settore, che da solo genera il 9% del PIL italiano, sta accusando la situazione.
Tuttavia, con il rallentamento nel numero dei contagi, ci si sta preparando a una graduale riapertura dell’industria che dovrà essere sostenuta dall’autotrasporto, sfruttando la capillarità della rete stradale per lo spostamento efficiente delle merci necessarie alla produzione e dei prodotti finali da immettere sul mercato.
Il nodo cruciale è quindi superare l’attuale situazione di difficoltà, supportando sia il personale con le adeguate tutele personali e lavorative, sia le imprese con aiuti che tengano conto della particolarità del momento.
Il cosiddetto Decreto Cura Italia di marzo ha introdotto alcuni strumenti che cercano di contenere i danni economici derivanti dalla diminuzione dei flussi di merci e prendono atto delle limitazioni imposte dalla crisi.
Nello specifico sono state previste:
- la temporanea sospensione dei versamenti di ritenute, IVA, contributi e premi di assicurazione;
- l’estensione dell’autorizzazione alla circolazione dei mezzi che devono essere revisionati entro luglio;
- la proroga della validità della patente di guida.
Queste iniziative, pur essendo sicuramente d’aiuto, non sono però giudicate sufficienti dai rappresentanti della categoria, che evidenziano l’aumento dei costi sostenuti a fronte di una diminuzione degli introiti.ù

Per compensare la crescente necessità di liquidità sarà fondamentale abbattere in questi mesi e in quelli a venire i costi sostenuti dalle imprese di autotrasporto: nello specifico viene chiesto il potenziamento del Fondo del Ministero dei Trasporti per poter ridurre (se non annullare) il prezzo dei caselli stradali e per sospendere le accise sul gasolio, così da aumentare la marginalità al momento del riavvio dell’industria e attutire le perdite già sostenute.
Questa sfida è di importanza critica per il sistema Italia, perché in questo momento il crollo delle imprese di autotrasporto renderebbe a tutti gli effetti vano il sollevamento del lock down produttivo, causando un effetto a catena devastante per l’economia.
Nel mentre, gli autotrasportatori operativi devono attenersi a diverse disposizioni per mantenere la propria sicurezza e quella altrui durante lo svolgimento dei loro compiti in aggiunta alle norme generalmente diffuse (mascherine, guanti e distanza interpersonale di almeno un metro).
In particolare, dove l’organizzazione aziendale lo consente bisogna introdurre un sistema di turnazione, cosicché si formino gruppi distinti di impiegati e che eventuali contagi siano contenuti e tracciabili; la cabina di guida e i vani di carico vanno sanificati con frequenza, in particolare se deve alternarsi il personale viaggiante.
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